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Neuroscienze: l'attenzione per progettisti didattici

Neuroscienze: l'attenzione per progettisti didattici
Anthea De Domenico
 Anthea De Domenico
 Studi
20/06/2018: Se il corso non è coinvolgente, gli studenti avranno difficoltà a prestare attenzione e questo porterà a risultati mediocri. I progettisti didattici devono essere consapevoli di come funziona il cervello umano per massimizzare l'attenzione dei discenti.

Un recente studio ha calcolato che l'attenzione media di una persona è diminuita da dodici a otto secondi. Apparentemente questa diminuzione è dovuta al fatto che le persone multitasking hanno difficoltà a filtrare gli stimoli irrilevanti, anche perché sono più facilmente distratte da più media nello stesso momento. In ogni caso, il rapporto ha rilevato che la capacità di essere multitasking delle persone è notevolmente migliorata. Di conseguenza, i ricercatori hanno concluso che l'indebolimento dell'attenzione media è il risultato della capacità del cervello di adattarsi all'ambiente nel tempo ed è una diretta conseguenza del passaggio alla fruizione di contenuti in modalità multitasking, soprattutto da mobile.

Perché i progettisti didattici dovrebbero conoscere i processi attentivi?

Per i progettisti eLearning che affrontano la sfida di creare moduli di formazione qualitativamente alti, ma che allo stesso tempo facilitino la conservazione e il trasferimento delle informazioni, è importantissimo sapere come funziona il cervello in termini di attenzione.

I discenti devono elaborare le enormi quantità di informazioni che gli vengono presentate e, perciò, il cervello cerca di fare economia mentale, mettendo in atto alcune misure di controllo. In primo luogo, definisce la priorità dei diversi stimoli: discrimina e sceglie quali informazioni riconoscere e ignorare e stabilisce una gerarchia tra di esse. inoltre, per agevolare la comprensione delle informazioni nuove e ottenere un quadro più preciso dei concetti, il cervello collega le nuove informazioni alle conoscenze precedentemente immagazzinate in memoria.
Infine, è fondamentale considerare la quantità di tempo che i discenti trascorrono concentrandosi su un determinato argomento: alcune cose possono essere apprese in pochi minuti, altre richiedono molto più tempo.

In ogni caso, è importante che le informazioni difficili siano presentate in modo coinvolgente.

Perché i progettisti didattici dovrebbero conoscere le cortecce cerebrali implicate nell'apprendimento?

Secondo le neuroscienze, la capacità del cervello di discernere tra i diversi stimoli si trova in due aree: la corteccia prefrontale e la corteccia parietale.
La corteccia prefrontale si trova dietro la fronte e si estende ai lati sinistro e destro del cervello. Essa è correlata alla concentrazione cosciente. È un perno importante del sistema motivazionale e aiuta la focalizzazione dell'attenzione su un obiettivo.
La corteccia parietale si trova dietro l'orecchio e ha una funzione più istintiva: si attiva quando affrontiamo eventi improvvisi che richiedono un'azione.

E' necessario tenere a mente che le persone focalizzano la propria attenzione quando è richiesta l'azione da parte loro o quando vedono che un determinato insegnamento potrebbe aiutarle a raggiungere un obiettivo personale.

Come l'attenzione è correlata alla memoria

La formazione è considerata di successo quando i partecipanti sono in grado di ricordare e applicare ciò che è stato insegnato loro.
Il cervello cerca sempre di filtrare lo stimolo più rilevante nell'immediato. Di conseguenza, è più facile prestare attenzione ad una informazione che suscita il nostro interessante.
Per ottenere un apprendimento efficace, è importante che i partecipanti siano concentrati. Dovrà essere il progettista ad aiutarli in questa attività, includendo vari elementi e livelli di interattività. La mera presentazione delle informazioni può rivelarsi altamente controproducente.

Suggerimenti per attirare l'attenzione degli studenti

Ci sono ottimi modi per ottenere e mantenere l'attenzione dei discenti:

  • Coinvolgere con una buona narrazione, emotivamente fissata ai suoi punti cardine;
  • Coinvolgere con contenuti interattivi;
  • Usare grandi visuali - la ragione della nostra attenuante attenzione è che siamo assaliti dalle immagini; scegliere con cura cosa e come gli studenti vedono ha grande libertà sul loro coinvolgimento con il programma;
  • Collegare i nuovi concetti a quelli familiari tramite confronti e sovrapposizioni;
  • Semplificare. Se un argomento è presentato in modo semplice, chiaro e interessante saranno gli stessi discenti a cercare più informazioni a riguardo.

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