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Quali sono i paesi leader nell’industria dell’eLearning?

Catia Dos Santos
 Catia Dos Santos
 Studi
27/03/2019: L’eLearning è un settore in continua crescita. La buona notizia è che a beneficiarne non sono soltanto i paesi più ricchi del mondo. Scopriamo la classifica dei paesi che hanno scommesso sulla formazione online.
Quali sono i paesi leader nell’industria dell’eLearning?

Secondo le maggiori riviste del settore edtech, le tecnologie dedicate all’istruzione, si prospetta un futuro di costante crescita per l’eLearning. Gli analisti si aspettano che il mercato dei corsi online raggiunga 275-325 miliardi di dollari entro il 2025. Alcuni paesi sono da anni alla guida di questo processo, dominando l’offerta di corsi online che attraggono un pubblico globale. Altri raggiungono risultati decisamente meno vistosi, ma puntano sull’eLearning come fattore per lo sviluppo.

Quali sono i paesi che investono di più nell’eLearning?

1. Stati Uniti

Il paese natale delle tecnologie per l’eLearning è anche il leader mondiale nel settore della formazione online, soprattutto universitaria. Il MIT di Boston o la Pennsylvania State University sono solo due esempi degli istituti universitari americani impegnati a offrire corsi online a milioni di studenti. Secondo studi recenti, almeno 6 milioni di studenti americani hanno seguito corsi online universitari per la formazione professionale e per la preparazione a certificazioni.
Il valore del mercato americano dell’eLearning era di circa 23 miliardi di dollari nel 2017.

2. India

Il gigante asiatico traina l’economia dell’eLearning in Asia, riuscendo a offrire ai propri studenti un insegnamento di qualità. L’eLearning diventa un vero alleato per superare la carenza di infrastrutture e il basso potere d’acquisto delle persone, aprendo le porte dell’istruzione superiore a un numero sempre più grande di studenti e lavoratori. Seguire un corso online significa non doversi spostare di migliaia di km per frequentare lezioni in aula o pagare una retta insostenibile per i più.

3. Cina

La Cina ha compreso bene l’importanza della formazione di livello universitario e professionale nel migliorare le competenze della propria forza lavoro. Per questo investe in infrastrutture per portare internet anche nelle zone più remote.

4. Corea del Sud

Un altro paese asiatico è in cima alla classifica dei paesi che investono nell’eLearning. Ci sono almeno 17 università sudcoreane impegnate a offrire la possibilità di accedere all’istruzione e alla formazione online non solo ai propri cittadini, ma anche agli studenti di altri paesi del mondo.
L’Asia è il secondo mercato di sbocco per l’industria dell’eLearning per un valore di oltre 10.9 miliardi di dollari.

5. Regno Unito

Nell’ultimo decennio il governo britannico ha caldamente promosso e appoggiato l’investimento nell’eLearning. Con una Brexit incerta alle porte, diventa ancora più importante per le università allargare la platea degli studenti virtuali per supplire al calo degli iscritti ai corsi in aula.
L’Europa rappresenta il terzo mercato dell’eLearning con 8.9 miliardi di dollari.

6. Costa d’Avorio

La Costa d’Avorio entra in questa classifica come esempio di piccoli paesi in via di sviluppo che puntano sull’eLearning come motore di sviluppo. Le startup digitali nel paese africano, infatti, rappresentano l’8% del prodotto interno lordo, una percentuale consistente che dimostra appieno la dimensione cruciale che le nuove tecnologie, incluse quelle per la formazione online, rivestono nel paese.
In termini assoluti, l’Africa è l’ultimo mercato di sbocco per il mercato dell’eLearning con poco più di 600 milioni di dollari ed è preceduta dal Medio oriente, con 683 milioni di dollari, e dall’America Latina con 2.1 miliardi di dollari.
Nord America e Asia sono le regioni del mondo che da anni guidano l’industria dell’eLearning con investimenti in infrastrutture informatiche e nel settore edtech. Anche paesi in via di sviluppo, in particolare dell’Asia e dell’Africa, sono pienamente convinti dell’importanza dell’eLearning non solo per lo sviluppo personale, ma anche per l’intera società.

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